La degustazione del vino

Categorie: I Vini — admin @ 10:21

La degustazione di un vino può essere intesa come piacere provato da qualsiasi persona che si trovi ad assaggiare un vino e a trarne tutte le piacevoli sensazioni che questa bevanda può donare. oppure, più comunemente, per degustazione si intende quell’arte propria dei sommelier, frutto dell’esperienza, dello studio e della passione.

Per degustare un vino sono necessari alcuni strumenti e alcune condizioni ambientali, almeno per quanto riguarda chi è alle prime armi. Innanzi tutto il vino va degustato nel calice da degustazione ISO, la cui forma aiuta la percezione degli aromi. Il bicchiere deve inoltre essere pulito e privo di odori (fosse anche solo quello del detersivo usato per lavarlo). 

Serve poi un termometro a lettura rapida, in modo da sapere se il vino è alla temperatura ottimale che gli permette di esprimere tutto il suo potenziale.

Infine il luogo dove ci si trova deve essere privo di odori forti e ben illuminato, in modo da poter cogliere tutti gli odori e le sfumature di colore del vino.

La prima fase della degustazione, è l’analisi visiva. Si valuterà l’intensita, la tonalità e le sfumature del colore.

Si passerà poi all’esame olfattivo. Prima di tutto verrà determinata l’intensità e la durata dell’aroma del vino. Dopodichè si valuterà e si descriverà ogni singolo aroma. Attraverso l’analisi olfattiva si arriva a capire la tipologia di vino, la provenienza ed anche il grado di maturazione dell’uva.

Giunge poi il momento dell’esame gustativo; si assapora una piccola quantità di vino per valutare l’intensità e la qualità dei sapori primari (quindi se un vino è dolce, salato, amaro o acido), oltre che la qualità e la durata dello stimolo sensoriale. Questa durata è quella che si chiama persistenza di un vino.

Si passa quindi all’ultima fase, ossia il giudizio che comprende i risultati dei tre esami precedenti.

Una degustazione fatta da più persone, con relativo confronto finale, permette di giungere ad un unico giudizio, quanto più oggettivo possibile, sul vino appena degustato.

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Nuove tendenze del mercato enogastronomico italiano

Categorie: Enogastronomia — admin @ 12:43

 

Nel corso del 2008 c’è stato un calo delle esportazioni dei vini italiani.
L’Unione Italiana Vini parla del 7%, e si riferisce alla quantità di vino esportato.
Per quanto riguarda invece i valori delle esportazioni, c’è stato un aumento del 2%, per un ammontare di più di tre miliardi e mezzo di euro.
Questo calo riguarda soprattutto i vini sfusi, meno quelli imbottigliati mentre in controtendenza sono gli spumanti, le cui esportazioni sono aumentate del 15%.

Per il 2009 invece è prevista un’inversione di rotta; pare infatti che saranno i vini italiani i più bevuti sulle tavole di tutto il mondo; c’è stato un boom del consumo di spumante, in particolare in Gran Bretagna dove sono più che raddoppiate le esportazioni. Lo spumante è arrivato addirittura a superare lo champagne francese; si tratta quindi di un evento storico.

Per quanto riguarda invece i vini, quelli più diffusi sono le etichette toscane (come Chianti e Brunello di Montalcino) e piemontesi (come il Barolo) in America; in Germania invece c’è un grande consumo di vini bianchi del Friuli e del Trentino.
E mentre si è verificato un grosso calo delle vendite in territorio francese, nuove frontiere si stanno aprendo per i vini italiani. Infatti anche paesi come Spagna, Russia e Giappone sono diventati estimatori del vino made in Italy.

Storia del vino

Categorie: I Vini — admin @ 12:39

Il vino è una bevanda alcolica fermentata, ottenuta  dalla fermentazione dell’uva o del mosto.

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Il termine “vino” ha origine dal verbo sanscrito vena “amare” ed è accertato che la sua produzione  sia iniziata circa 5000 anni fa.
Fin dall’antichità ritroviamo il vino protagonista di numerosi esempi,  è scelto da Gesù Cristo per esempio come simbolo del suo sangue versato per la remissione dei peccati, o famosissimo nell’Impero Romano dove divenne una bevanda elitaria di uso quotidiano.

Si crede che il primo vino fu prodotto per caso, in seguito alla fortuita fermentazione di uva dimenticata in un recipiente.

Inizialmente era molto differente da quello che assaporiamo oggigiorno.
A causa delle tecniche di conservazione, risultava essere una bevanda troppo dolce ed allo stesso tempo alcolica, quindi veniva allungata con acqua e spezie per un miglior risultato.
Fu nel corso del Medioevo che si svilupparono le tecniche di coltivazione e produzione che hanno portato nei secoli alla raffinazione del vino dei nostri giorni.
Un contributo rilevante si deve tuttavia anche al lavoro dei monaci benedettini e cistercensi che ne curavano la tradizione.

Il vino viene classificato in base al tipo di vite utilizzata per la produzione e si differenzia per colore, profumo, gusto e retrogusto.
Altri parametri del vino riguardano l’acidità, l’alcol, la sapidità e il contenuto di zuccheri non fermentati che ne contribuiscono all’etichetta. L’etichetta appunto costituisce una sorta di Carta d’identità del vino, che contiene tutte le informazioni necessarie riguardanti il prodotto, molte delle quali sono divenute obbligatorie.

Molti studiosi attribuiscono al vino effetti positivi sulla salute. Un consumo limitato infatti può favorire la riduzione del colesterolo ed a mantenere libere le arterie.

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