La degustazione di un vino può essere intesa come piacere provato da qualsiasi persona che si trovi ad assaggiare un vino e a trarne tutte le piacevoli sensazioni che questa bevanda può donare. oppure, più comunemente, per degustazione si intende quell’arte propria dei sommelier, frutto dell’esperienza, dello studio e della passione.
Per degustare un vino sono necessari alcuni strumenti e alcune condizioni ambientali, almeno per quanto riguarda chi è alle prime armi. Innanzi tutto il vino va degustato nel calice da degustazione ISO, la cui forma aiuta la percezione degli aromi. Il bicchiere deve inoltre essere pulito e privo di odori (fosse anche solo quello del detersivo usato per lavarlo).
Serve poi un termometro a lettura rapida, in modo da sapere se il vino è alla temperatura ottimale che gli permette di esprimere tutto il suo potenziale.
Infine il luogo dove ci si trova deve essere privo di odori forti e ben illuminato, in modo da poter cogliere tutti gli odori e le sfumature di colore del vino.
La prima fase della degustazione, è l’analisi visiva. Si valuterà l’intensita, la tonalità e le sfumature del colore.
Si passerà poi all’esame olfattivo. Prima di tutto verrà determinata l’intensità e la durata dell’aroma del vino. Dopodichè si valuterà e si descriverà ogni singolo aroma. Attraverso l’analisi olfattiva si arriva a capire la tipologia di vino, la provenienza ed anche il grado di maturazione dell’uva.
Giunge poi il momento dell’esame gustativo; si assapora una piccola quantità di vino per valutare l’intensità e la qualità dei sapori primari (quindi se un vino è dolce, salato, amaro o acido), oltre che la qualità e la durata dello stimolo sensoriale. Questa durata è quella che si chiama persistenza di un vino.
Si passa quindi all’ultima fase, ossia il giudizio che comprende i risultati dei tre esami precedenti.
Una degustazione fatta da più persone, con relativo confronto finale, permette di giungere ad un unico giudizio, quanto più oggettivo possibile, sul vino appena degustato.

