La carta dei vini.
Spesso quando ci rechiamo in un buon ristorante, quando ci accomodiamo oltre al classico menù,
ci viene servita la carta dei vini, ossia un elenco classificato per tipologia, per colore e per annata del vino
disponibile nella cantina del ristorante.
Di solito la carta dei vini può avere anche una catalogazione per regione o nazione.
Purtroppo la maggior parte dei clienti di un ristorante non ha una adeguata preparazione enologica
per comprendere ciò che la casa ci offre e quindi si cerca di andare a sensazioni dando sempre
uno sguardo alla colonna dei prezzi.
Dal punto di vista del ristoratore, una carta dei vini ben redatta, deve avere un buon compromesso
per dare sia sfoggio della competenza del sommelier, e sia abbastanza semplice da non spaventare
il malcapitato di turno che magari si orienta su qualcosa di troppo scontato per evitare brutte figure.
Una simpatica scena che spesso accade infatti è quando il sommelier apre la bottiglia, annusa il tappo,
versa un po’ di vino nel bicchiere dell’uomo seduto al tavolo, e quest’ultimo “DEVE” assaggiare per
far sapere se il vino è di suo gradimento. Ovviamente nel 99% dei casi, chi assaggia il vino
non è un esperto e quindi suo malgrado farà un cenno con la testa, come se avesse carpito
tutte le sfumature, le rotondità dei sapori e pavoneggiandosi con la compagna dirà “SI, VA BENE”.
Il sommeliere ovviamente conosce già la scena e si allontana sogghignando e portando via la sua cara carta dei vini.

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