Il vino novello

Categorie: Enogastronomia,I Vini — admin @ 11:44

Spesso il vino novello viene erroneamente chiamato vino “nuovo”; Il novello non è un vino nuovo, ma nasce da una produzione particolare e molto differente dalla “solita” vinificazione.
Il novello è un vino che è pronto dopo poche settimane dalla raccolta dell’uva grazie alla macerazione carbonica dell’uva.Il vino ottenuto matura in breve tempo, tanto che deve essere imbottigliato entro la fine di dicembre e consumato entro pochi mesi.Â
La tecnica di macerazione carbonica dell’uva consiste nel mettere i grappoli di uva interi, dentro un serbatoio ermetico saturo di anidride carbonica. Si produce in questo modo una fermentazione alcolica intracellulare a carico degli zuccheri e dell’acido malico che viene degradato ad acido piruvico, ad aldeid acetica e, infine, ad alcool etilico. Lo schiacciamento progressivo dell’uva sotto il proprio peso, facilitato dall’indebolimento della buccia, libera gradualmente del liquido nel serbatoio. Al termine di questa fermentazione si completa la pigiatura dell’uva e si lascia che l’eventuale residuo zuccherino venga trasformato in alcol nel modo convenzionale.
Questo metodo è stato ideato da un’équipe di ricercatori francesi. Il vino novello francese prende il nome dalla zona di produzione: Beaujolais Nouveau. Negli ultimi anni, la moda del vino novello ha contagiato consumatori e produttori italiana.
La legislazione italiana richiede, affinché il vino ottenuto possa definirsi novello, che almeno il 30% delle uve abbiano subito la macerazione carbonica, il restante 70% possono essere trattate con tecniche di vinificazione classiche
Il Italia il vino novello non può essere immesso sul mercato prima del 6 novembre dell’annata di produzione delle uve utilizzate e se ne consiglia un consumo nei primi sei mesi perché poco stabile.
Questo metodo di vinificazione della macerazione carbonica, dona al vino un odore paricolarmente profumato, un colore particolarmente vivo, un gusto dove predomina la freschezza degli aromi.
Un accoppiamento ottimale e tipico del vino novello è con le castagne.

La carta dei vini al ristorante

Categorie: Enogastronomia,I Vini — admin @ 15:14

La carta dei vini.

Spesso quando ci rechiamo in un buon ristorante, quando ci accomodiamo oltre al classico menù,
ci viene servita la carta dei vini, ossia un elenco classificato per tipologia, per colore e per annata del vino
disponibile nella cantina del ristorante.
Di solito la carta dei vini può avere anche una catalogazione per regione o nazione.
Purtroppo la maggior parte dei clienti di un ristorante non ha una adeguata preparazione enologica
per comprendere ciò che la casa ci offre e quindi si cerca di andare a sensazioni dando sempre
uno sguardo alla colonna dei prezzi.
Dal punto di vista del ristoratore, una carta dei vini ben redatta, deve avere un buon compromesso
per dare sia sfoggio della competenza del sommelier, e sia abbastanza semplice da non spaventare
il malcapitato di turno che magari si orienta su qualcosa di troppo scontato per evitare brutte figure.
Una simpatica scena che spesso accade infatti è quando il sommelier apre la bottiglia, annusa il tappo,
versa un po’ di vino nel bicchiere dell’uomo seduto al tavolo, e quest’ultimo “DEVE” assaggiare per
far sapere se il vino è di suo gradimento. Ovviamente nel 99% dei casi, chi assaggia il vino
non è un esperto e quindi suo malgrado farà un cenno con la testa, come se avesse carpito
tutte le sfumature, le rotondità dei sapori e pavoneggiandosi con la compagna dirà “SI, VA BENE”.
Il sommeliere ovviamente conosce già la scena e si allontana sogghignando e portando via la sua cara carta dei vini.

La degustazione del vino

Categorie: I Vini — admin @ 10:21

La degustazione di un vino può essere intesa come piacere provato da qualsiasi persona che si trovi ad assaggiare un vino e a trarne tutte le piacevoli sensazioni che questa bevanda può donare. oppure, più comunemente, per degustazione si intende quell’arte propria dei sommelier, frutto dell’esperienza, dello studio e della passione.

Per degustare un vino sono necessari alcuni strumenti e alcune condizioni ambientali, almeno per quanto riguarda chi è alle prime armi. Innanzi tutto il vino va degustato nel calice da degustazione ISO, la cui forma aiuta la percezione degli aromi. Il bicchiere deve inoltre essere pulito e privo di odori (fosse anche solo quello del detersivo usato per lavarlo). 

Serve poi un termometro a lettura rapida, in modo da sapere se il vino è alla temperatura ottimale che gli permette di esprimere tutto il suo potenziale.

Infine il luogo dove ci si trova deve essere privo di odori forti e ben illuminato, in modo da poter cogliere tutti gli odori e le sfumature di colore del vino.

La prima fase della degustazione, è l’analisi visiva. Si valuterà l’intensita, la tonalità e le sfumature del colore.

Si passerà poi all’esame olfattivo. Prima di tutto verrà determinata l’intensità e la durata dell’aroma del vino. Dopodichè si valuterà e si descriverà ogni singolo aroma. Attraverso l’analisi olfattiva si arriva a capire la tipologia di vino, la provenienza ed anche il grado di maturazione dell’uva.

Giunge poi il momento dell’esame gustativo; si assapora una piccola quantità di vino per valutare l’intensità e la qualità dei sapori primari (quindi se un vino è dolce, salato, amaro o acido), oltre che la qualità e la durata dello stimolo sensoriale. Questa durata è quella che si chiama persistenza di un vino.

Si passa quindi all’ultima fase, ossia il giudizio che comprende i risultati dei tre esami precedenti.

Una degustazione fatta da più persone, con relativo confronto finale, permette di giungere ad un unico giudizio, quanto più oggettivo possibile, sul vino appena degustato.

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Storia del vino

Categorie: I Vini — admin @ 12:39

Il vino è una bevanda alcolica fermentata, ottenuta  dalla fermentazione dell’uva o del mosto.

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Il termine “vino” ha origine dal verbo sanscrito vena “amare” ed è accertato che la sua produzione  sia iniziata circa 5000 anni fa.
Fin dall’antichità ritroviamo il vino protagonista di numerosi esempi,  è scelto da Gesù Cristo per esempio come simbolo del suo sangue versato per la remissione dei peccati, o famosissimo nell’Impero Romano dove divenne una bevanda elitaria di uso quotidiano.

Si crede che il primo vino fu prodotto per caso, in seguito alla fortuita fermentazione di uva dimenticata in un recipiente.

Inizialmente era molto differente da quello che assaporiamo oggigiorno.
A causa delle tecniche di conservazione, risultava essere una bevanda troppo dolce ed allo stesso tempo alcolica, quindi veniva allungata con acqua e spezie per un miglior risultato.
Fu nel corso del Medioevo che si svilupparono le tecniche di coltivazione e produzione che hanno portato nei secoli alla raffinazione del vino dei nostri giorni.
Un contributo rilevante si deve tuttavia anche al lavoro dei monaci benedettini e cistercensi che ne curavano la tradizione.

Il vino viene classificato in base al tipo di vite utilizzata per la produzione e si differenzia per colore, profumo, gusto e retrogusto.
Altri parametri del vino riguardano l’acidità, l’alcol, la sapidità e il contenuto di zuccheri non fermentati che ne contribuiscono all’etichetta. L’etichetta appunto costituisce una sorta di Carta d’identità del vino, che contiene tutte le informazioni necessarie riguardanti il prodotto, molte delle quali sono divenute obbligatorie.

Molti studiosi attribuiscono al vino effetti positivi sulla salute. Un consumo limitato infatti può favorire la riduzione del colesterolo ed a mantenere libere le arterie.

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